Architettura Digitale

  • Posted on: 29 January 2015
  • By: Lodovica Silva

Nell’ambito dell’architettura contemporanea, assistiamo “ogni giorno” alla realizzazione in forma compiuta delle più particolari fantasie architettoniche dei progettisti.

La ricerca e la sperimentazione di architetture dalle geometrie complesse è diventato al giorno d’oggi una sfida al limite dell’immaginabile.Tutto ciò è stato reso possibile, [senza sminuire la componente intuitivo-creatività del progettista] in percentuale assai rilevante, dalla comparsa dei softwares, attraverso i quali si è formalizzato il processo progettuale in algoritmi che permettono la gestione “matematica” e la generazione di forme architettoniche complesse e, perciò, variabili.

L'architettura digitale si basa su questo: usando le parole di uno dei suoi principali esponenti, Greg Lynn, essa «si serve della cibernetica per generare forme che non sono altro che calcolo» 1.

L’avvento del digitale ha influenzato radicalmente l’approccio dell’architetto verso la progettazione e il modo di concepire la forma architettonica: la ricerca di architetture dalle geometrie innovative e la consapevolezza dei nuovi strumenti a disposizione, ha reso il modello digitale una componente essenziale alla base del processo, non solo progettuale, ma anche costruttivo.

I principali protagonisti sono [oltre ai classici AutoCAD, Rhinoceros] Revit (Building Information Modeling), Catia/Digital Project e Generative Component (per progettare componenti edilizi a geometria variabile).

Questi strumenti informatici consentono «la creazione di modelli, come un insieme di parametri manipolabili» 2 , ed offrono un campo neutrale verso il quale diverse competenze convergono e attraverso il quale dialogano per la realizzazione di un obiettivo complesso.

L’uso di un’unica piattaforma per la gestione di forme e tecnologie costruttive sperimentali-innovative e sempre più articolati, risulta palesemente impossibile: bisogna ricorrere all’interazione fra i diversi software. Perciò, alla base di questa sofisticazione del processo progettuale c’è il dialogo: la collaborazione con i diversi attori del processo edilizio, estrinsecata dall’inte[g]razione dei nuovi strumenti informatici, dove ogni software, lavorando in parallelo con gli altri, «affronta diverse istanze connesse al progetto e dialoga con l’altro attraverso una serie di coordinate comuni» 3.

Questa maniera profondamente nuova di affrontare i temi della progettazione costituisce l’algoritmo alla base della nuova strategia progettuale, ed è applicabile alle diverse scale (dalla gestione di parti all’intero corpo edilizio).

L’evoluzione nel mondo dei software, specialmente dal punto di vista parametrico, ha permesso di sviluppare nuove procedure, più rapide e al contempo più precise [controllate], di definizione di tutti i componenti che collaborano alla formazione del prodotto architettonico complessivo.

Il software parametrico, infatti, permette di progettare forme di varia complessità utilizzando parametri fissi ed altri variabili secondo formule prestabilite dall'architetto. Accanto allo studio puramente qualitativo si affianca quello propriamente quantitativo, reso attraverso schedule/fogli elettronici e nesting, che descrivono la geometria del progetto evidenziando le componenti fisse e variabili, i gradi di variabilità e le relazioni tra i componenti.

In tutto ciò la figura dell’architetto viene liberata del fardello del calcolo quantitativo (anche se solo in parte; ricordo che la produttività di un software dipende dalla capacità del progettista di saperlo gestire e di fornirgli le informazioni corrette). L'architetto diviene, così, un architetto-regista, che dirigendo lo sviluppo computazionale, riesce a modificare il modello inizialmente pensato, ottimizzando la forma e cercando di limitarne i margini di errore e di imprevedibilità nella fase costruttiva. 

 

CITAZIONI:

1 G. Lynn, How calculus is changing architecture, 2009

2 S. Converso, SHoP Works - Collaborazioni costruttive in Digitale, 2008

3 S. Converso, SHoP Works - Collaborazioni costruttive in Digitale, 2008

IMMAGINE:

Casa Embriologica di Greg Lynn

Dates: 
Giovedì, 29 Gennaio, 2015 - 10:16
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Commenti

Ritratto di Antonio Vellucci

Personalmente apprezzo molto il fatto che, con queste parole emerge la comprensione che, ci sia un continuo divenire nel mondo architettonico e al contempo; nel suo processo! Ma attenzione non deve essere un elogio ai software, ma alle menti che per prime hanno intuito che il processo era in trasformazione ed era necessario trovare strumenti che supportassero questa voglia di rigenerarsi! La figura dell'architetto quindi diventa quella di attore protagonista all'interno di tale processo che, contrariamente a quanto possano dire molti, non lo rende meno architetto di altri!