Nodo_Assemblaggio formale parametrico

1. Creo una nuova famiglia di tipo: Modello generico basato su linea. Questo mi permette di creare un elemento solido, che potrà essere usato sia come trave che come pilastro della mia struttura.

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2. Creo quindi un estrusione vincolata a tutti e quattro i piani di riferimento. Creo una quota e la parametrizzo con parametro tipo. Nella vista ( Prospetti/Destra ) creo altri 2 piani di riferimento, quote equidistanti e una quota parametrica ( tipo ), che sarà la base della trave. Vincolo la trave ai due piani di riferimento.

Nodo2.jpg

3. Nella scheda sotto si possono vedere i tre parametri tipo impostati, ai quali sono associate le quote nella famiglia. Il vincolo Lunghezza avrà la formula, ossia sarà uguale al vincolo Lunghezza_trave. Creo inoltre due nuovi tipi nella stessa famiglia, di cui uno pilastro l'altro trave.

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4.Salviamo la famiglia e ne iniziamo a creare una nuova. Questa volta di tipo: Modello generico metrico. Ci spostiamo nella vista a destra ( Prospetti/Destra ) ed iniziamo a creare una linea di riferimento verticale. Poi creiamo una linea di riferimento obliqua attaccata alla prima ad un estremità. Creo 3 parametri tipo : (raggio, lunghezza_trave, angolo_mediano).

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5. Il parametro lunghezza sarà dato da una formula : Lunghezza_trave = raggio / coseno (angolo_mediano - 90°). In questo modo al variare della dimensione del raggio, o dell'inclinazione dell'angolo_mediano, la lunghezza_trave si adatterà a sua volta toccando l'asse di simmetria.

Nodo6.jpg

6. A questo punto creo un nuovo piano di riferimento orizzontale passante per l'angolo formato dalle due linee di riferimento. Creo un nuovo parametro tipo (altezza_pilastro) e gli assegno la quota. Vincolo ora le due estremità della linea di riferimento tra i due piani di riferimento. Salvo il file con il nome: telaio.

Nodo7.jpg

7. Imposto ora il piano di riferimento sulla linea verticale creata in precedenza ed importo la famiglia della trave nella famiglia telaio. Aggiungo il pilastro come nell'immagine. Devo prima di tutto vincolare il pilastro solamente alla linea di terra e alla linea di riferimento verticale. Modifichiamo i parametri del pilastro, in cui la lunghezza_trave sarà uguale ad altezza_pilastro.

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8. Ora bisogna fare la stessa cosa con la trave. A volte può succedere che i parametri non funzionano. Ho riscontrato questo problema nell'assegnazione del parametro lunghezza_trave alla trave inserita. Innanzitutto cancelliamo il tipo trave dalla famiglia importata e ne creiamo uno nuovo. Selezioniamo il pilastro, facciamo duplica / trave / OK.

Nodo9a.jpg       Nodo9b.jpg

9. Inseriamo ora la trave nella scena in questo modo, dall'estremità del pilastro. Ora allineiamo la trave alla linea di riferimento e la vincoliamo. Cambiamo il parametro della lunghezza = lunghezza_trave, cosi come abbiamo gia fatto con il pilastro.

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10. Ora proviamo a cambiare i valori ai parametri che abbiamo assegnato e vediamo se la parti seguono le regole.

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11. Aggiungiamo due nuovi parametri B ed H rispettivamente per poter modificare la base e l'altezza delle sezioni. Assegnamo questi due alle proprietà del pilastro e della trave.

Nodo11.jpg

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12. A questo punto nella famiglia telaio vado a creare una nuova estusione.Disegno i contorni della geometria da estrudere e li vincolo rispettivamente uno al piano di riferimento e l'altro alla faccia della trave. Assegno il parametro H come quota alla lunghezza della base.

Nodo13_0.jpg

13. Ora se proviamo a cambiare i valori dei parametri assegnati vedremo che il nodo segue le variazioni della trave e del pilastro. Stessa operazione la vorrei riproporre nel nodo alto che ora andremo a creare.Nodo15.jpg

14. Aggiungiamo un piano di riferimento fuori dal gruppo estrusione e gli assegnamo un parametro : altezza_top = raggio * tangente dell'(angolo_mediano - 90°). Al variare del raggio o dell'altezza del pilastro o dell'angolo mediano, cambierà rispettivamente l'altezza del nodo_alto. Creiamo ora una nuova estrusione, all'interno della quale due piani di riferimento, un parametro angolare_nodo = angolo_mediano - 90° e un parametro H. Usciamo dal comando e controlliamo se tutto funziona correttamente.

Nodo16.jpg

14. A questo punto vorrei fare in modo che la larghezza del nodo rispettasse il parametro B che rappresenta la base dei nostri trave e pilastro. Per fare ciò, conosco il funzionamento dello strumento estrudi, che è basato principalmente su due parametri INIZIO e FINE. Devo assegnare a questi due i miei nuovi parametri

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Nodo18.jpg

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15. Controlliamo ora se cambiando i valori tutto funziona come prestabilito.

Nodo20.jpg

16. Proviamo ora a creare una struttura variabile formata da una serie di campate e riassegnamo dei nuovi parametri alla nuova famiglia basata sul modello generico metrico che andremo a creare.

Nodo21.jpg

17. Ho creato una serie di piani di riferimento con lo strumento serie lineare. Ho vincolato con le quote i piani di riferimento e ho creato un solo parametro che ho chiamato "Interasse". Ho copiato, specchiato e vincolato le mie campate ai piani di riferimento.

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18. Da questo momento le possibilità di arricchiche il modello o giocare con le variabili attribuite sono infinite

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Lun, 01/06/2020 - 19:00
Kengo Kuma - Starbucks coffee, Dazaifu Shrine

Kengo Kuma. Starbucks coffee, Dazaifu Shrine

Ho avuto la fortuna di fare un viaggio in Giappone nel mese di Agosto. Non è proprio il periodo più adatto per fare questo viaggio, per una questione strettamente di carattere climatico. Ad Agosto c’è un umidità dell’aria costante oltre il 90% e le temperature che oscillano tra i 34 ed i 38°C. Per questo motivo non ce da meravigliarsi se per le strade incontrate persone in abiti da ufficio con camicie a maniche corte ed un asciugamano bianco sul collo, ma questo è del tutto normale. La mia permanenza è durata un mese, che ho speso nel Sud del Giappone, nella Kyushu area, dove ho avuto il privilegio di immergermi nella cultura giapponese. Vivevo nella città di Fukuoka, dove servono il miglior Ramen di tutto il Paese, cosi anche come il resto della cucina  meridionale, rinomata ed apprezzata. Dopo aver visitato diversi Templi Shintoisti, cimiteri, Pagode, dopo aver attraversato i portali sacri (Torii), immersi nella fiabesca natura dei giardini giapponesi, ho iniziato la ricerca di Architetture contemporanee. Il mio primo incontro con un opera di Kengo Kuma è stato durante una passeggiata sulla via sacra di Dazaifu Shrine. Il Progetto è un negozio su commissione di Starbucks, inserito in un contesto commerciale storico. Questa via, in realtà è un percorso sacro, che viene scandito da una serie di portali Torii lungo il viale, ai lati del quale corrono ristoranti tipici, botteghe artigianali e negozi tradizionali.

L’elemento che caratterizza in modo essenziale l’aspetto del negozio è il modo in cui si relaziona con la strada, su cui ogni giorno migliaia di visitatori del Tempio passano a piedi. La caffetteria infatti, ha solamente una grande vetrata verticale senza montanti a vista (frameless), che separa l’interno del negozio dall’esterno. Dalla strada quindi, si scopre il guscio, o la struttura portante, fatta di lastre in cemento armato ed il bellissimo rivestimento ligneo, caratteristico dell’architettura di Kengo Kuma. Gli elementi lignei che rivestono i tre lati del negozio (le due pareti ed il soffitto), sono in legno di Sugi e formano una struttura di elementi retti accatastati, che sono in parte vincolati alla struttura “Madre” in cemento armato ed in parte uniti tra loro in modo reciproco.

Un apparente casualità di elementi sovrapposti, che percepiamo all’ingresso della caffetteria, seguono in realtà delle ben precise regole costruttive, facilmente individuabili da una vista perpendicolare alla parete.

Quali sono in realtà le caratteristiche chiave di un nodo reciproco

Il nodo è formato da tre o più travetti, che si incontrano nell’estremità e generano delle forze esterne uguali e contrarie, che si convertono in modo reciproco in azioni interne al materiale. Alcuni esempi dei nodi più noti li troviamo nelle cupole geodetiche, nelle strutture Tensegrity, nel packaging.

L'immagine mostra uno schema semplificativo di come le forze si generano e si annullano in modo reciproco, dovute alla sovrapposizione di elementi.

Tornando a Starbucks Coffee, ho cercato di capire in dettaglio di come l’Architetto abbia realizzato il rivestimento. Tengo presente che il Giappone ha tramandato con sapienza una cultura millenaria in cui le strutture in legno hanno sviluppato tecniche dei nodi ad incastro, senza l’uso viti, staffe o chiodi. Una cultura in cui la carta è l’oggetto dei più svariati esercizi geometrici e l’Origami ne è il risultato.

Nell’immagine sopra è rappresentato il metodo adottato. Si tratta di un nodo quadrato formato da 4 elementi retti. La struttura è ruotata ad angolo e vincola le due estremità alle pareti in calcestruzzo. Una pressione sulle estremità inferiore e superiore permette la rotazione delle aste nel punto in cui si incontrano, passando cosi da un angolo di 90° una rispetto all’altra, ad un angolo più ampio formando la figura di un rombo. Vengono poi fissate tutte le aste ma solo ai margini opposti tra loro. Vengono poi duplicate, sovrapposte e ripetute in tutte le direzioni, creando una maglia geometrica continua.

Si nota nell’immagine sotto, di come alcuni dei travetti sono ancorati al muro, per mezzo di staffe a scomparsa e spinotti senza testa. Per aumentare invece l’estensione lineare di un elemento ligneo, ha utilizzato una staffa piatta a scomparsa, nell’anima tra i due travetti e due spinotti per estremità, a bloccare lo scorrimento.

Il risultato è un sorpendende rapporto tra l'accatastamento degli elementi lignei di colore naturale con il fondo grigio del calcestruzzo. L'ambiente è illuminato principalmente dalla luce naturale che penetra all'interno attraverso un fascio di lucernari in copertura.

Lun, 01/06/2020 - 18:28
Come fare "debugging" - Ricerca dell'errore nella Lezione 9

Grazie alla segnalazione di Lisa Bonaguidi, prendiamo l'occasione di un errore emerso nella Lezione 9 per introdurre come ricercarlo con procedura "passo-passo", simulando, in Revit, la procedura di Debugging che usano i programmatori per trovare il punto dove il programma si interrompe o ha una "falla". In ossequio alla frase di James Joyce che citiamo spesso, "errors are portals of discovery"! Benvenuti quindi. Provo a usare quanto successo per lavorare quindi sul file della lezione 9, la terza della serie "nested components".

Iniziamo dunque il Debugging:

Ho analizzato il file della lezione 9 ricercando la ragione del non recepimento dei parametri da parte delle famiglie "Telaio Base" caricate nel file di assemblaggio, problema segnalato non da tutti. Nel caso del file che ho usato per la lezione, ho riscontrato l'errore ed eseguito i seguenti passi, ognuno conseguente a un tentativo di isolamento del problema. In altri termini è una procedura di "troubleshooting". In questo caso si isolano le singole parti per testarne il funzionamento.

1 - Ho costruito un nuovo file di assemblaggio e provato se caricando la stessa famiglia telaio base, da sola, il problema tornasse. Si ripresentava.
Quindi il problema era nella famiglia di origine non in quella di destinazione;

1a - Cosa singolare, variando i parametri nella famiglia di origine la variazione avviene, caricando il file in quella di assemblaggio e indicando di sostituire i valori dei parametri... si osservava la variazione, che invece dal pannello properties non sembrava aver effetto;

2 - Ho controllato quindi la famiglia di origine, Telaio Base, e testato se fossero i parametri ad avere un problema. Per farlo ho aggiunto un cilindro legando la sua altezza di estrusione a uno dei due parametri in questione, ad esempio, b sezioni;

3 - A questo punto ho caricato di nuovo la famiglia nel precedente file, e testato la variazione dei parametri: solo quello del clilindro sembrava aver effetto. 

Dunque ciò che era "vecchio" non andava, ciò che era "nuovo" invece sì. 
Proviamo a testare questa ipotesi. Resettiamo i "tempi".

4 - A questo punto quindi ho effettuato un ciclo di salvataggio e ricarica da zero delle famiglie in questione, e inoltre testato la variazioene dei parametri angolari, e sucessivamente di quelli del tipo : a questo punto ho osservato una variazione anche variando i valori dal pannello properties;

Dunque il problema sembra essere nella ciclicità e sequenza di caricamenti e aggiornamenti. Un tema di "refresh". Possibile?
ora funziona, ma si potrebbe indagare nel dettaglio esattamente il problema. Il problema del "refresh" può essere collegato a una lezione in cui ho piu volte dovuto fare "back and forth". Ho trovato, ad esempio, la famiglia telaio base caricata non salvata. I due file non erano allineati.
Lisa, prova a indagare questo tema e facci sapere. Ti allego le famiglie da me "lavorate" di assemblaggio e telaio base.

Se trovate errori, ricordate: provate un comportamento semplice e da lì ripartite, aggiungendo complessità.
Anche nelle esercitazioni future!

Buon "debugging" dunque!
Buona sperimentazione a tutti, siete un gruppo fantastico, non demordete! 
Vi leggiamo. Ricordatevi che stiamo facendo cose difficilissime ma le state affrontando bene, le dovete solo "digerire", e non sono, ripeto non sono temi da aver neccessariamente risolto per l'esame, anzi. Nella discussione si parla di problemi, non di soluzionI!

Link ai file del "debugging": https://drive.google.com/drive/folders/1R9wqsw0NW41psMlg5iNhHo9DrERD87Ql

Un bravo quindi a tutti già ora-.

Provate, sbagliate e fate cose semplici!

a prestissimo!

S.C. e il team TPP

S:C.

Mar, 26/05/2020 - 16:22
26 Maggio 2020 - Digital Tectonics

Eccoci alla lezione "Digital Tectonics"!

QUI il link per seguirla in diretta, seguirà video.

Link al drive dove abbiamo caricato i template di famiglia finora utilizzate https://drive.google.com/drive/folders/17Q6exa1f2O2EWg2uy1XhPFubui-bTh6m

Video? Eccolo!

 

 

Mar, 26/05/2020 - 09:36

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